mercoledì 19 ottobre 2011

leggendo "Cronache di poveri amanti"

[...] Otto giorni cosa sono? A volte si arriva da una domenica all'altra, senza nemmeno accorgersene. Ma il Nesi, che conosciamo abituato a far di conto, potrebbe dirci che otto giorni sono 192 ore, divise in 11520 minuti, divisi in 691200 secondi. Il Padre Eterno, per creare il mondo, ne impiego' soltanto 518400. Possono quindi accadere molte cose, dall'uno all'altro lunedi'. [...]

mercoledì 21 settembre 2011

I miss iodio

Grenoble e’ famosa per: le montagne, che la circondano interamente – meta sciistica di mezza Europa; la Grande Chartreuse - convento di clausura dell’ordine della confraternita di san bruno’; le noci.
Le montagne sono bellissime. Dominano il paesaggio costantemente. D’inverno sono la mia croce (non scio e percio’ devo subirmi – ogni weekend, per almeno 6 mesi l’anno – la solita domanda:ma perche’ non provi?) ma sono anche il mio godimento (quando inizia a nevicare, il cielo si fa scuro, l’aria gelida, la montagna di fronte si comincia a imbiancare come un panettone con lo zucchero a velo a natale:meraviglia!). D’estate sono perfette per un randonnee’ domenicale, per respirare un po’ d’aria fresca e pulita e conquistare la vetta stanchi e contenti (magari, ci scappa pure un tuffo in un lago gelato e l’avvistamento di un capriolo che ti scruta silenzioso da lontano)..Non male.
Qualche giorno fa abbiamo conquistato i 2200m di una delle cime delle Belledonne. Quando abbiamo avvistato da lontano il rifugio – che sembrava non arrivasse mai – eravamo contenti come stambecchi di fronte a un prato fresco bagnato dalla rugiada..Il paesaggio, lungo l’intero tragitto, e’ veramente bello..Verde, fiorito, silenzioso, fresco. I laghi sono cristallini e invitanti e i torrenti sguizzano di acque chiare.
I monti del Vercors e della Chartreuse (le altre due catene montuose, per concludere il giro a 360 gradi intorno alla citta’..) sono piu’ bassi delle Belledonne e hanno forme piu’ irregolari e asimmetriche, ma sono ugualmente affascinanti.
Credo che ogni citta’ abbia la sua situazione climatica particolare che poi, a lungo andare, spiega sempre il comportamento della gente che ci vive e gli stati d’animo che si creano.
Trieste ad esempio era affascinante e unica quando stava per arrivare la bora: pare che quell’elettricita’ nell’aria – difficilmente spiegabile a parole, se non si e’ mai vissuta – che precedeva il suo arrivo fosse poi la spiegazione per la grande concentrazione di matti nella citta’...
A grenoble la bora prende il nome di montagne. Questa chiusura geografica al mondo non crea pazzia, piuttosto qui si vive come se stessimo in un paesino di montagna, dove si mangia burro fuso e patate al formaggio tutto l’anno e c’e’ tanto alcol che scorre – nonostante siamo praticamente a 0 metri sul livello del mare.
Di diverso rispetto al villaggetto di 500 anime a 2000 metri di altezza, c’e’ che il fantasmagorico polo scientifico ha attirato tanti stranieri. Quindi, invece delle mucche, a spasso si trovano umanidi che contribuiscono ad animare la citta’, in un certo qual modo.
La gente e’ cordiale, come lo sarebbe a cortina d’ampezzo e si vedono in giro pure quei faccioni avvinazzati e rugati dal sole, tipici di chi vive in montagna..
D’altra parte, il cibo fa schifetto. Molte verdure devono essere importate perche’ non c’e’ spazio per coltivarle. Insomma, vivo in un mondo senza melanzane ...
D’altro canto, ad aggiustare tutto c’e’ la chartreuse – il liquore questa volta, non il convento.
Questo liquore dalla lunga e tormentata storia, e’ disponibile in due colorazioni:verde per i maschi e giallo per le femmine. E’ il classico liquore da certosini..solo due monaci ne conoscono la ricetta segreta e cosi’ e’ stato e sara’ nei secoli dei secoli.
La chartreuse-convento invece e’ un luogo di immenso silenzio e meditazione.
Immerso nel verde delle montagne, non e’ possibile visitarlo al suo interno (fatta eccezione per la cappellina piu’ semplice e bella che mi sia capitata di vedere, sempre aperta). Pero’ esiste un film/documentario che in 2 ore e 15 di silenzio racconta la giornata dei suoi abitanti, scandita da preghiera, meditazione, isolamento, ma anche giochi sulla neve e momenti di unita’ collegiale (philip groening, into great silence).
E poi le noci, si. Il che mi fa pensare, ancora una volta, che tutto sia sempre collegato da un filo invisibile. Venendo da Benevento, notoriamente paese di streghe e di streghe danzanti intorno agli alberi di noce, pensavo di avere la prerogativa e che solo li le noci fossero le vere noci. Invece no, esistono alberi di noce anche da altre parti del mondo e grenoble e’ una di queste – ma senza riti magici..
A Grenoble si vive bene. Si vive tranquilli. Si gira in bici, e puoi dimenticare dove hai parcheggiato la macchina perche’ i mezzi di trasporto sono efficientissimi.
La vita culturale si sveglia da marzo/aprile in poi, quando tutti finalmente ripongono gli sci in cantina e le temperature cominciano a ritornare normali...
Certo, la mancanza di iodio spiega molte cose da queste parti, cose che non possono essere recuperate da una sciata sulla neve ne da una giornata al sole – perche’ pure il sole e’ diverso, un po’ lo stesso concetto dell’acqua di napoli per fare il caffe’ quello buono...
I like Grenoble but I miss iodio.

lunedì 6 giugno 2011

Verso Vulcano

Giochi di razze, intrecci di lingue.
Sospesa in una confusione meticcia.
Una Torino che mi suona francese, una Grenoble che mi sa di Africa e Sudafrica.
Una Parigi che mi suona di ovunque.
A volte non capisco dove sono e forse mi piace.
La sensazione di disorientamento instantaneo mi anima.
Poi una parola che vola mi riporta dove sono o dove dovrei pensare di essere.
Forse e' questa la morale del viaggiare?
Vivere in un non-luogo che sa di ovunque, ma ben definito e con un nome a chiamarlo.
Pero' senza limiti e confini.
Essere ovunque, ugualmente
Uno non dimentica il Sudafrica.
Se lo porta dentro, nascosto e innominabile.
E non dimentico nessun luogo toccato e annusato.
Ce li ho tutti qui, a farmi fare confusione.
A pensare di essere altrove, e invece sono QUI, su questo divano, di questa nave, in questo mare, verso un'isola dal nome di fuoco.

martedì 3 maggio 2011

Cara amica mia,
Mi chiedi come vanno le cose in questa “sperduta” Grenoble (come la chiami tu!) dopo l’esperienza sudafricana.
Mi rendo conto, grazie alla tua domanda, di non essermi mai soffermata molto a pensare al Sudafrica, dopo il nostro ritorno in Europa: ci sono state talmente tante cose da fare per reintegrarsi che i pensieri, i viaggi, le felicita’, le avventure vissute con tanta pienezza dall’altra parte del mondo, sono svanite.
Non del tutto, certo.
Ma mi sembra di avere fatto un sogno, molto lungo e intenso e che tutto quello vissuto cosi’ lontano da qui sia successo solo in una dimensione onirica, non nella realta’ (per fortuna, ci sono le migliaia di foto scattate altrimenti mi prenderei per pazza da sola..).
Credo che questo sia successo soprattutto per la differenza culturale e ambientale dei due mondi. E poi, come ho detto, la necessita’ di reintegrarsi nel piu’ breve tempo possibile – ricomincia la trafila di conto bancario, assistenza sanitaria, capisci come funziona, ricomincia a lavorare, etc - ha fatto il suo gioco.
Non sto qui ad elencarti le differenze ambientali e paesaggistiche, perche’ hai avuto la fortuna di venire a Cape Town per un po’ e toccarle con mano e vederle coi tuoi occhi.
Invece, che posso dirti di Grenoble?
Piu’ la vivo (piu’ imparo il francese – arma assolutamente necessaria..), piu’ mi piace. E’ molto diversa dalla tua Milano, ma solo per grandezza e numero di abitanti (direttamente proporzionale al numero di cose fare...). Pero’ dai, comincio a scoprire tante piccole realta’ (centri sociali, localini, piazzette, vicoli caratteristici, etc..) che la rendono molto carina e a misura d’uomo. E poi si gira in bici o con i mezzi pubblici efficientissimi: qualsiasi luogo e’ a 5-10 minuti di distanza, non importa dove ti trovi e a che ora, il che ti fa passare la giornata in modo molto piu’ relaxed..
Quindi direi che ha un po’ quello che mi era mancato in Sudafrica.
O forse e’ solo che ... in ogni paese/citta’/continente dove si capita, si deve fare i conti con quello che si ha a disposizione e tirarne fuori il meglio (nei migliori dei casi). Quindi credo che cio’ che mi faccia parlare adesso sia solo una inquantificabile dose di facilita’ di adattamento che ho (o che penso di avere, o che dovrei avere).
Pero’ e’ vero che questi francesi sono molto simili agli italiani e cio’ rende la mia vita qui mille volte piu’ semplice, rispetto al Sudafrica. Non parlo francese, lo parlicchio, ma a quanto pare e’ sufficiente per capirsi, comunicare e farsi pure una risata ogni tanto..quindi, almeno per Grenoble, sfato il mito del francese con la puzza sotto al naso, che non ti risponde se non parli francese perfetto (poi ti faro’ sapere di Parigi, che pare sia molto diversa..).
Certo, il panettiere vicino casa ancora mi sfotte quando combatto con quell’impronuncibile suono nasale (une) che sta davanti a quel famoso nome di pane francese (baguette). Insieme diventa iuuun baghett (col naso tappato), silvuple’...lui fa finta di non capire e ride (cambiare panettiere so che non basterebbe).
Ma oltre a questo direi che sono innocui.
Tutto il resto te lo puoi immaginare. La giornata tipo e’ molto europea/italiana, senza marcate differenze.
Si lavora, si esce, si fa sport (a Grenoble, se non fanno sport muoiono!), si va al cinema, a teatro, concerti etc.. Adesso poi che le strade si sono scongelate, dopo l’inverno, e la gente comincia a uscire dal letargo, la citta’ si anima ancora di piu’: appena c’e’ un raggio di sole, li vedi uscire dalle tane come tante piccole formichine, alla ricerca del calore (e dell’alcool..).
Vivere qui, insomma, non e’ male. La burocrazia c’e’, ma sono arrivata alla conclusione che da nessuna parte si e’ salvi da scartoffie e documenti, quindi me la sono messa da parte ormai.
Pero’ quando entri nel sistema ( e cioe’ paghi le tasse! ) sei agevolato su tante cose, prima fra tutte l’assistenza sanitaria – servizio veramente efficiente e lodevole, nulla a che vedere col sistema italiano, mi dispiace dirlo.
L’unica cosa e’ il metano..
Abbiamo di recente acquistato una fantastica auto a metano. Qui a Grenoble – come in tutta la Francia – devi richiedere una tessera (il mitico badge) per fare rifornimento e quella stenta ad arrivare (per problemi tecnici).
Insomma mia cara, paese che vai, badge che (non-)trovi..

Ti aspetto!

mercoledì 9 marzo 2011

Stagione d'arance...

Finalmente ce l'ho fatta.
Il mio primo Carnevale d'Ivrea...
Vorrei descriverlo ma sarebbe riduttivo. Allora uso due video (e qualche foto su flickr).


borghetto dei Tuchini (..da dietro la rete)


sempre borghetto dei Tuchini (..che poi hanno vinto il carnevale)

p.s. Bravi Tuchini!